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La Glutammina

La Glutammina

La Glutammina è un integratore così famoso ed utilizzato che qualcuno potrebbe pensare di sapere veramente tutto a riguardo. L’obiettivo di questo articolo è comprendere le reali motivazioni per continuare o iniziare un’integrazione esogena di questo amminoacido.

La maggior parte degli utilizzatori integra la Glutammina perchè si narra di eccellenti capacità anticataboliche e di stimolazione di Gh notturno. Ma questo, parlando di reazioni fisiologiche e Glutammina, è realmente solo la cima dell’iceberg, ovvero lo spot pubblicitario più banale, ecco perchè studiare rimane sempre la più importante strada da percorrere nella vita, qualsiasi percorso tu voglia intraprendere.

la Glutammina è, tecnicamente, un aminoacido non essenziale poichè il nostro corpo è capace di crearlo in maniera autonoma. A questo punto dovrei sentirmi in diritto e in dovere di affermare che un’integrazione di Glutammina è uno spreco di soldi. Ma è qui che si apre la questione fondamentale. L’atleta è una persona comune? ha un consumo metabolico uguale ad un comune mortale? ha lo stesso Ptor di un comune mortale? Ha la stesa omeostasi di un comune mortale? Il nostro dovere è fare una distinzione tra i comuni mortali e gli atleti, se si vuole fare un grande balzo in avanti nel mondo della conoscenza nutrizionale sportiva.

Personalmente sostengo che la Glutammina vada considerata per gli atleti un aminoacido essenziale poichè, come andremo a vedere, nella nostra vita specifica, in seguito ad una serie di reazioni fisiologiche, la richiesta supera nettamente la produzione.

Ho letto veramente tanto a riguardo studiando la maggior parte delle più importanti ricerche effettuate circa questo amminoacido e le sue funzioni anti-cataboliche.

In seguito ad un approfondito studio di moltissime e diverse ricerche scientifiche diciamo che il 60% dei ricercatori afferma che la Glutammina è un potente anti-catabolico, il restante 40% dice che questo dato non è riscontrabile durante i propri test.

Lo studio degli integratori attraverso i test scientifici non può essere tutto, bisogna spesso andare alla radice dell’essere, studiare le mille interazioni ormonali, fisiologiche, chimiche dell’integratore che possono esistere e possono modificarsi in base alle reazioni/azioni. Ma bisogna prima di tutto, quando si analizza un test, studiare il test in se capendo in quale ambiente sia stato effettuato e cosa realmente ricercavano con esso, ma soprattutto bisogna imparare ad analizzare in maniera intuitiva con la propria mente, attraverso la propria conoscenza culturale di fisiologia e biochimica.

Ad esempio dagli studi che negavano l’efficacia della Glutammina come anticatabolico si sono evidenziate ai miei occhi spesso citazioni tipo “…nei soggetti a cui era somministrata la G. e nei soggetti a cui era somministrata la sostanza placebo non si riscontravano aumenti della muscolatura”. STOP…!!! A questo punto è lecito domandarmi se esiste un errore di forma o è solo ignoranza perchè l’azione/reazione descritta e desiderata dagli scienziati nelle loro ricerche è corrispondente all’anabolismo e non all’anti-catabolismo. Se questi studiosi ricercavano l’anabolismo e non lo hanno (ovviamente) trovato è assurdo che riportino la testimonianza errata che la Glutammina non produce azione anti-catabolica, poichè a questo punto i test risultano sbagliati alla radice.

Personalmente, da un punto di vista empirico-deduttivo, reputo l’assunzione esogena di Glutammina molto importante circa le sue capacità anti-cataboliche per alcune sue precise caratteristiche che ora andiamo ad analizzare.

Partiamo da un concetto basilare, circa l’80% delle proteine assunte sono depositate in forma di aminoacidi all’interno delle cellule muscolari, di queste dovete calcolare che circa il 60% all’interno dei nostri muscoli sono formate da Glutammina.

Già questo dato dovrebbe far intuire quanto possa essere fondamentale integrare con Glutammina. Perchè se per un comune mortale la produzione endogena di G. basterà a coprire il fabbisogno (forse) sicuramente per un atleta il catabolismo prodotto dall’allenamento necessita di un quantitativo decisamente superiore di G. per non creare uno sbilanciamento negativo.

Analizzando accuratamente il materiale di studio più recente sembra chiaro che qualsiasi fattore di stress: infezioni, operazioni, sport, digiuno, mal nutrizione, traumi e lo stesso stress consumino grosse quantità all’interno dei muscoli di questo amminoacido. In particolar modo durante gli stress catabolici fisiologici e/o indotti si è riscontrato una perdita di glutammina di circa il 50%. Anche questo dato porta a capire l’importanza per un atleta di assumere glutammina dato l’enorme stress a cui sottoponiamo il nostro corpo, il nostro sistema nervoso e il nostro sistema immunitario.

La Glutammina svolge molti ruoli fisiologici importanti all’interno del nostro corpo, un ruolo cruciale nella genesi epatica dell’urea e di quella renale dell’ammoniaca ad esempio. Inoltre ha un ruolo importante nel mantenimento dell’equlibrio acido-basico durante l’acidosi ed è un precursore dell’azoto.

Rappresenta un forte carburante cellulare nell’intestino e nei muscoli ed è fondamentale nella sintesi proteica.

Risulta fondamentale nel combattere le infezioni e nelle attività immunitarie funzionando sempre da carburante nella moltiplicazione cellulare di linfociti e macrofagi.

Dovete capire una cosa fondamentale, ovviamente la natura non essendo un body builder non vede l’anabolismo muscolare come sua priorità. L’omeostasi della glutammina, ovvero la ricerca del nostro corpo di tenere produzione ed utilizzo in parità, ci da la giusta chiave di lettura per comprendere la fondamentale importanza dell’assimilazione esogena di questo amminoacido. Essendo la glutammina un aminoacido così importante nelle funzioni dell’intestino e per il sistema immunitario il corpo utilizzerà le sue scorte per queste funzioni, dandogli precedenza rispetto alla sintesi proteica anti-catabolica. Di conseguenza ci si trova in una condizione in cui dopo un allenamento, le richieste di glutammina aumentano ma le scorte si esauriscono e sono poche dando vita ad un effetto catabolico della muscolatura. Il Tasso di scambio di questo aminoacido sotto sforzo si trova ad essere notevolmente superiore rispetto al suo stoccaggio all’interno del muscolo.

Questo fa sicuramente intuire che magari, lo ripeto, un comune mortale non ne avrà bisogno ma un atleta ha sicuramente necessità di un importante utilizzo di questo aminoacido durante i suoi post-training. Inoltre è importante ricordare che la G. è un amminoacido che entra nelle cellule muscolari anche senza azione dell’insulina e lo fa in maniera incredibilmente veloce. la sua integrazione post-training potrebbe quindi immediatamente fornire un forte contributo anticatabolico prima che qualsiasi altra sostanza si attivi.

Molte ricerche “olistiche” hanno dimostrato un importante azione della glutammina (insieme ad Arginina/Ornitina) sul rilassamento psichico, la lotta allo stress e al cortisolo e anche nel promuovere il sonno. Ache questa sua interessante funzione, a mio avviso, combattendo contro il cortisolo può, in sinergia con altri integratori, collaborare nell’azione anticatabolica.

Rispetto ad uno dei suoi principali utilizzi propagandistici, ovvero l’aumento del Gh endogeno, devo dire che come prima il 50% dei ricercatori dice una cosa e il 50% un’altra…

Esistono studi che parlano di un aumento del 400% del picco di Gh notturno con una somministrazione di soli 3-5g di G. ed altri che non riscontrano nessun aumento (continuo a chiedermi che fantastiche droghe usino nei laboratori per arrivare a conclusioni cosi diametralmente opposte sullo stesso medesimo argomento). In ogni caso studiando attentamente ed incrociando gli studi tra loro un comune denominatore l’ho trovato ed è che l’aumento del Gh, attraverso la somministrazione di Glutammina, avviene con una somministrazione a digiuno (cosa praticamente impossibile per noi atleti, soprattutto perchè non dovrebbe esserci interazione con nessun tipo di proteina complessa durante la somministrazione).

Credo che tutto sommato non sia possibile avere un picco di Gh diretto tramite l’assunzione di così pochi grammi di glutammina e inoltre assunti per via orale, soprattutto ora che sappiamo che il grosso viene proprio stoccato durante la digestione, ma credo che possa contribuire ad un buon picco di Gh notturno grazie alla sua azione rilassante e sulla qualità del sonno.

In conclusione la G. non è sicuramente l’integratore più performante del mondo ma ha delle importantissime funzioni che non vanno sottovalutate negli atleti di alto livello ed è per questo che ne consiglio sempre l’assunzione.

Quando e quanto: Personalmente consiglio la glutammina durante o post-training, con un dosaggio di circa 10g. Nel pre-notte almeno 5g, e ovviamente può essere assunta al risveglio, per gli stessi motivi del post-training insieme ad un bland di aminoacidi.

 

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