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10 punti su: tessuto adiposo, ormoni, consumo e omeostasi energetica

10 punti su: tessuto adiposo, ormoni, consumo e omeostasi energetica

1) La maggior parte delle persone considerano l’obesità un problema relativo alla singola persona, una sorta di disturbo del comportamento individuale…il che sia personalmente che scientificamente non è un errore o quanto meno non lo è del tutto.
In realtà sempre più ricerche scientifiche hanno dimostrato che nei secoli siamo stati “vittime” di una vera e propria selezione genetica.
Chiunque ragioni un minimo sulla storia sa benissimo che nella vita non sopravvivono i più forti, ne i più furbi, ma nella vita sopravvive chi meglio riesce ad adattarsi…
Così col passare dei secoli, in seguito a guerre, carestie, povertà…si è selezionata una porzione della popolazione capace di meglio adattarsi a queste situazioni, ovvero coloro che avevano un profilo genetico e un corredo enzimatico particolarmente predisposto alla conservazione dell’energia alimentare.
Quello che oggi gli scienziati chiamano genotipo parsimonioso o risparmiatore (thrifty genotype).
Ovviamente nel mondo moderno dove il lavoro fisico è ridotto al minimo e il cibo non scarseggia mai, anzi continuamente viviamo in una condizione di eccesso calorico, si è scompensato completamente il rapporto tra entrate e uscite energetiche e quelli che prima erano geneticamente fortunati perchè pronti a sopravvivere facilmente anche con poche calorie ora sono geneticamente sfortunati e pronti ad ingrassare molto facilmente…
Questo eccesso di energia (che il genotipo risparmiatore continua a usare con molta difficoltà) viene stoccato come trigliceridi nel tessuto adiposo e da vita a quello che noi chiamiamo obesità, giorno dopo giorno.

2) Il sistema di controllo del bilancio energetico è il sistema più importante e complesso per la sopravvivenza di un individuo.
Ora vi starete chiedendo…se è così importante perchè il corpo non riesce a gestirlo meglio, adattarsi in relazione alle necessità impedendo questo squilibrio energetico? Questo è ciò che ho cercato di spiegare nel primo punto.
Purtroppo il sistema si è “resettato” ai fini di una gestione energetica che è sempre stata bassa e non è regolato per l’eccesso calorico a cui lo sottoponiamo, quindi cerca inesorabilmente di conservare l’energia accumulata chimicamente e ad utilizzarne il meno possibile nei consumi metabolici.
L’omeostasi energetica riguarda ogni singola cellula del nostro corpo, ma il ruolo da protagonista è assolutamente del tessuto adiposo. Questo svolge un ruolo principe nello stoccaggio dell’energia in trigliceridi.

3) Il tessuto adiposo ha un ruolo da protagonista nel controllo e soprattutto nel deposito dell’energia in forma chimica essendo il sito specifico di stoccaggio e deposito dei trigliceridi.
Va considerato fondamentale che il tessuto adiposo è un organo di deposito energetico ma anche un organo endocrino. Gran parte degli spazi intracellulari all’interno del tessuto adiposo sono occupati dai trigliceridi.

4) La lipoproteinlipasi, influenzata dalla stimolazione dell’insulina, è l’enzima fondamentale per l’accumulo dei trigliceridi nelle cellule adipose. Nel momento di bisogno di spesa energetica i trigliceridi vengono scissi in acidi grassi e questi usati per l’ossidazione a livello dei diversi tessuti. Questo passaggio avviene attraverso la lipoproteinlipasi sotto il controllo delle Cotacolamine.

5) Il tessuto adiposo è composto per la maggior parte dalle cellule specifiche del grasso, gli Adipociti. Gli adipociti sono cellule mature, ma all’interno del tessuto adiposo si trovano moltissimi pre-adipociti e cellule staminali. Questo fa si che ci sia un continuo ricambio cellulare con la formazione di nuove cellule mature di adipociti. Bisogna capire appunto che il “grasso” è vivo (metabolicamente attivissimo) e in continua mutazione (con una forte plasticità e rinnovamento).

6)L’aumento del grasso corporeo può essere dovuto sia all’aumento del numero di adipociti, sia all’aumento del volume dei singoli adipociti. Oppure come spesso accade all’unione consequenziale delle due cause. Un soggetto magro ha circa 30 miliardi di adipociti, di cui ognuno conserva circa 0,4-0,6 microgrammi di trigliceridi. Pensate che un obeso può arrivare ad avere 120 miliardi di Adipociti ognuno con 0,8-1,2 microgrammi di trigliceridi. Capite che non esiste nel corpo umano nessun altro tipo di tessuto capace di variazioni così estreme.

7)Contrariamente a tutto quello che solitamente si sente, il tessuto adiposo è assolutamente un organo endocrino. La Leptina (scoperta nel 1994) è il principale ormone peptidico secreto dagli adipociti.
La Leptina è un ormone polipeptidico prodotto dagli adipociti in quantità proporzionale alla massa stessa del tessuto adiposo del soggetto. Cosa significa? significa che questo ormone esercita attraverso il sistema nervoso un’azione negativa sul senso di fame e un azione positiva sul dispendio energetico. Quindi in condizioni di sovrappeso viene prodotta molta leptina il che dovrebbe stimolare un senso di fame e aumentare la spesa energetica al fine di riequilibrare il sistema. Ma come abbiamo detto nel punto 1 e 2 il sistema si è resettato per la sopravvivenza nel corso degli ultimi secoli, di conseguenza il 90% degli obesi oggi risulta leptino-resistenti (w la genetica LoL) e una buona parte della restante percentuale non produce abbastanza leptina, quindi in questo caso basterebbero delle iniezioni di leptina per curare l’obesità ( da domani tutti i body builder a comprare leptina in farmacia).
Le leptina ha anche importantissime capacità di influenzare la funzione riproduttiva, questo è uno dei motivi per cui persone molto magre e atlete con bassissima percentuale di massa grassa perdono le mesturazioni. Quando la produzione di leptina è bassa i centri nervosi ricevono il messaggio di poca energia disponibile e di conseguenza bloccano funzioni non essenziali come la “fertilità”.
Altri ormoni secreti dal tessuto adiposo sono l’adiponectina, la resistina ed alcune citochine come TNF e interleuchina-6.
Poi ci sono gli ormoni che hanno un ruolo collaborativo nel tessuto adiposo regolando l’assunzione di cibo e sono: Insulina, Grelina, Colecistochinina e GLP-1.

8)Esistono altri ormoni che regolano la massa grassa. Molti ormoni infatti agiscono direttamente o indirettamente sulle cellule adipose regolandone il funzionamento.
I Glucocorticoidi inibiscono ad esempio la lipoproteinlipasi degli adipociti e quindi l’attività lipolitica, stimolata invece dall’adrenalina.
Gli ormoni sessuali favoriscono la lipolisi mentre cortisolo e insulina favoriscono la liposintesi. Inoltre la risposta degli adipociti agli stress ambientali può essere molto varia, ad esempio in relazione allo stress un soggetto X può avere un effetto lipolitico grazie alla stimolazione adrenergica, mentre un soggetto Y può subire un effetto liposintetico attraverso l’attivazione dell’asse ipofisi-surrene con relativo aumento del cortisolo.
Inoltre abbiamo gli ormoni tiroidei che con il loro relativo aumento gestiscono anche la lipolisi e il catabolismo.

9) Il bilancio energetico, e quindi l’asse utilizzo-stoccaggio dei trigliceridi, viene inoltre regolato anche attraverso le vie nervose, principalmente dal sistema simpatico e parasimpatico.
Il sistema simpatico innerva il tessuto adiposo con una funzione lipolitica tramite i recettori beta 3 (gli adipociti “bruni”) inducendo consumo energetico sotto forma di calore.
Il sistema parasimpatico tende invece a rallentare il consumo energetico e a promuovere lo stato di sazietà rallentando lo svuotamento gastro-intestinale.

10) La maggior parte delle persone suppone che la maggior parte della spesa energetica sia dovuta all’attività fisica. Questo non è vero neanche per gli atleti professionisti, figuratevi per chi fa mezz’ora di corsetta tre giorni la settimana. La gran parte della spesa energetica è in relazione ai complessi processi chimici che gestiscono il metabolismo basale. Se vogliamo parlare di numeri diciamo che gli studi scientifici più importanti ci riportano che circa il 60-70% del dispendio energetico avviene attraverso la termogenesi e solo il 20-30% invece riguarda la spesa energetica relativa all’attività fisica, inoltre circa un 10% attraverso l’azione chimica degli alimenti.
Nel 1985 si è scoperto che un ruolo molto importante nel dispendio energetico lo hanno le termogenine o le proteine disaccoppianti.
L’ossidazione di piruvato e acidi grassi avviene nei mitocondri dove la catena ossidativa prevede l’estrusione dei protoni e la sintesi dell’ATP. La termogenina-1 (UCP-1) si trova nei mitocondri consente il rientro dei protoni, riducendo il gradiente elettrochimico, la formazione di ATP e utilizzando energia attraverso la termogenesi. Questo procedimento serve a produrre il calore necessario a mantenere costante la temperatura corporea e a bruciare le calorie in eccesso.
Le UCP-1 si trovano in un particolare tipo di adipociti, ricchissimi di mitocondri e quindi con un aspetto “bruno” rispetto all’aspetto “chiaro” dei tipici adipociti ricchi di trigliceridi. Questi adipociti tendono quindi a produrre calore e consumare energia invece di conservarla, al contrario degli adipociti tradizionali “chiari”. Questo tipo di grasso “bruno” è presente in molti animali e ei neonati. Col passare degli anni si riducono sino a diventare molto rari nell’adulto. Si è visto però (1997) che le termogenine fortunatamente sono presenti non solo nel grasso bruno ma in moltissimi tessuti. Sotto l’effetto delle cotacolamine che agiscono mediante il recettore Beta 3, gli ormoni tiroidei, l’esposizione al freddo, le termogenine, bruciano energia attraverso la termogenesi.